Dimanche 21 février 2010 7 21 /02 /Fév /2010 19:26
di Michele Serra
Esquimesi, amazzonici, omosessuali: secondo il Governo sono oltre 700 le etnie censite sul territorio. Tutte egualmente pericolose e difficili da snidare
 

Dopo gli scontri di via Padova a Milano, il governo sta approntando uno studio sulle etnie che si contendono il territorio del nostro paese. Secondo la Lega, oltre a negri, ebrei e donne, sono censite in Italia circa settecento etnie diverse, alcune delle quali (molucchesi, kirghisi, antropofagi del Borneo) particolarmente pericolose perché presenti con un solo individuo, molto difficile da snidare. Ma vediamo i casi più preoccupanti.

Amazzonici Numerosi piccioni agonizzanti, trafitti da una freccia avvelenata, hanno rivelato la presenza in via Padova di indios amazzonici. Hanno aperto un negozio di cerbottane e copricapo piumati che ha molto successo tra le signore milanesi appassionate di prodotti bio, ma la loro integrazione è resa difficile dall'abitudine di tenere tapiri in casa, provocando accese discussioni nelle riunioni di condominio. La Lega, con un ordine del giorno in Consiglio comunale, ha proposto il loro sterminio (compresi i tapiri), creando un incidente diplomatico con i latifondisti brasiliani che sostengono di avere già provveduto loro.

Esquimesi Un piccolo negozio di igloo e grasso di foca, molto frequentato dalle signore milanesi che amano il bio, rivela la presenza in via Padova di una piccola ma attiva comunità esquimese. Si tratta di prodotti made in China grossolanamente contraffatti (gli igloo sono di polistirolo), ma le clienti sono invaghite del gestore Nanuk e della moglie Inuk (anch'essi cinesi) e li difendono. Nanuk e Inuk hanno partecipato ai disordini interetnici armati di fiocina, ma non avendo nemici specifici si sono accaniti sul vicesindaco De Corato in visita di cortesia.

Russi Controllano lo shopping nei centri storici, acquistando scarpe costosissime e vestiti orribili e pagando con rotoli di banconote così enormi che per srotolarli serve l'aiuto di un commesso. Il loro ingresso nei ristoranti di lusso semina il panico nel personale: pasteggiano con Oro Pilla e diversi chef si sono tolti la vita dopo che un russo ha intinto il carpaccio di tonno nel cappuccino. Molto dannoso il loro transito negli alberghi d'epoca: gli stucchi sono scrostati dai rutti. La Lega aveva preparato un durissimo documento contro l'invasione dei russi, ma lo ha ritirato dopo che Boris Kafonov, magnate dello smalto per unghie dei piedi, ha finanziato con cento milioni di euro il progetto leghista di avvicinare i milanesi a Malpensa deportandoli in catene.

Generoni romani Insediati nelle sale massaggi e nei circoli sportivi più prestigiosi della capitale, come la Canottieri Nando e lo Sporting Vaccinara. Mediatori d'affari, sono considerati gli eredi della secolare diplomazia capitolina, e risolvono con arguta delicatezza anche le trattative più ostiche, con le frasi in codice "a stronzo, daje sti quatrini e nun sta a rompe er cazzo", oppure "se combiniamo co' Giggi, se lo pija in der culo Ciccio". Amici di tutti, sono perfettamente integrati con gli italiani, ma costituiscono un problema perché ingrossano le fila della popolazione carceraria. Il governo pensa di risolvere il problema con il lodo Ciccio e Giggi, che prende il nome da due sottosegretari del Pdl.

Omosessuali Nessuno si sarebbe accorto della loro massiccia presenza in Italia, quando la Lega ha lanciato l'allarme. "Non riusciamo a capire da dove siano arrivati", spiega Matteo Salvini, "ma li staneremo casa per casa, boutique per boutique, rimandandoli da dove sono venuti". Pronto un colossale piano di rientro, al quale i gay italiani hanno aderito con entusiasmo. La località preferita è San Francisco, ma qualunque città occidentale lontana almeno mille chilometri dall'Italia è ugualmente gradita.
(© L'espresso,18 febbraio 2010)
Par Checca Comunista
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Mardi 2 février 2010 2 02 /02 /Fév /2010 20:09
Un noto religioso ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO, PERCHÉ A DIRLO É LA BIBBIA (Levitico, 18,22).

Lo stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO...
 
Caro sacerdote,...
Ho imparato davvero molto dal suo programma...
...Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi...
Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?-...
... - Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?-
Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?...
...- In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
- Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico)....devo radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
...la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.”

Par Checca Comunista
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Mardi 2 février 2010 2 02 /02 /Fév /2010 16:34
Ho letto su tio.ch del 30 gennaio 2010 «L'aspetto scientifico dell'omosessualità» e devo dire che lo scritto m'è letteralmente andato di traverso. Da un lato cerca di far passare come «oscurantistico» l'atteggiamento degli omosessuali, i quali, forti di una decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) - non dello stregone del villaggio! - non vogliono più essere tacciati di malattia; dall'altro, ripropone l'idea di un «orientamento sessuale anomalo» (sic!). Se le parole non sono state usate a vanvera, c'è di che farsi sangue amaro e di che dubitare della perizia e dell'onestà intellettuale di chi le ha scritte. E' un vero peccato che lo spazio messo a disposizione dei blogger da tio.ch sia utilizzato così!

Non riesco a capire perché un testo del genere, insidioso, insinuante, manifestamente pretestuoso, sia stato messo online proprio ora. Difatti - non dispiaccia all'autore (il pezzo è siglato Netri) - l'omosessualità è stata tolta già vent'anni or sono dalla lista delle patologie mentali dell'Oms. E questo dovrebbe essere un dato di fatto, acquisito e dirimente.

Reputa il blogger che l'ultima parola in materia non sia stata detta? Benissimo, la ricerca continui a fare il suo corso - ci mancherebbe! - a patto, però, che sia autenticamente scientifica. Ovvero che eviti d'insinuare - senza provare alcunché - e d'ingenerare confusioni, come invece fa lo scritto in questione.

Ci dev'essere un minimo d'avvedutezza anche nel formulare un'ipotesi euristica, ossia un'ipotesi di studio tutta da verificare. Avvedutezza che in questo caso sarebbe più necessaria che mai, visto che, come punto di partenza dell'indagine sulle origini dell'omosessualità, si vorrebbe porre l'utilità di una sua «cura».

Ma che motivo c'è di parlare «terapia» in assenza di una «malattia»? Il blogger taglia corto: «il solo fatto che diversi omosessuali vi si sottopongano spontaneamente (alle autoproclamate «terapie riparative», NdR), dimostra la presenza di una volontà da parte di alcuni a voler cambiare il loro orientamento sessuale anomalo».

Mi piacerebbe sapere di quale «spontaneità», di quale «volontà» ritiene di parlare l'autore, dal momento che chi si sottopone a un trattamento - oltretutto non riconosciuto dalla Medicina - per cambiare se stesso, lo fa perché mosso dalla paura di essere reietto dalla famiglia, dall'ambiente di lavoro, dalla religione d'appartenenza, dalla società.

Non si prendano lucciole per lanterne: il problema degli omosessuali non è tanto quello di sapere se sia una tale configurazione genetica o una talaltra contingenza culturale (o il concorso delle due) a "generare" l'omosessualità; la priorità è l'accettazione individuale e sociale delle persone con orientamenti sessuali minoritari. Ciò è tanto più ovvio, sol che si consideri che l'accettazione individuale dipende in larga misura dall'accettazione sociale. E giacché quest'ultima spesso è carente, quando non del tutto ostacolata da chi
- appunto - vaneggia di malattie immaginarie, l'autore del testo ha gioco facile nello scambiare gli effetti con le cause e, quindi, nel constatare che «Ci sono tuttavia omosessuali che si sottopongono spontaneamente a terapie, per il momento solo psicologiche, per ritornare all'eterosessualità».Un po' come dire che i cartomanti sono senz'altro utili, visto che la credulità abbonda...

Chi vuole indagare l'origine dell'omosessualità è libero di farlo. Resta il fatto che, per migliorare la vita delle persone omosessuali - come per coloro che le rispettano in quanto tali -, l'urgenza rimane l'accettazione. Soltanto una volta ottenutala parrà minimamente sensato destinare energie e mezzi alla questione - oggi del tutto accessoria - dell'origine dei diversi orientamenti sessuali, senza bisogno di considerarli «anomali».

Andrea Ostinelli
andrea.ostinelli@unil.ch

(Al link seguente: http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=526461&idsezione=16&idsito=129&idtipo=410 l'articolo cui si replica.)
Par Checca Comunista
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Vendredi 16 octobre 2009 5 16 /10 /Oct /2009 23:56
di MIRIAM MAFAI

Manifestazione a Roma
contro l'omofobia
ECCO una buona notizia per coloro che, in un'Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni
notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare,
calpestare. Una vittima colpevole di una sua presunta "diversità". Una buona notizia, insomma per quanti hanno imparato
e hanno in serbo gli insulti più volgari da buttare in faccia a coloro che, uomini o donne, hanno abitudini e tendenze
sessuali diverse da quanti si definiscono "normali".

Questi presunti "normali" si appostano nelle strade frequentate da gay o lesbiche, li aspettano all'uscita dei locali
da loro abitualmente frequentati, li inseguono, li insultano, li picchiano, abbandonandoli poi sanguinanti per terra.
In questi ultimi giorni è accaduto più di una volta, in molte nostre città. È successo ancora a Roma, nella notte tra
lunedì e martedì, in pieno centro, dove due presunti "diversi" sono stati lasciati a terra, sanguinanti, da un gruppo
di teppisti "normali".

Ecco dunque per questi presunti "normali" una buona notizia. Alla Camera ieri è stato affossata una legge contro
l'omofobia che, prima firmataria Paola Concia del Pd, inseriva tra le aggravanti dei reati, "fatti commessi per
finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa". Era una buona legge. Flavia
Perina, del Pdl, me ne aveva parlato recentemente, come di una legge che avrebbe dimostrato la possibilità di operare
insieme, maggioranza e opposizione, per affrontare e risolvere problemi condivisi, superando il clima di feroce
contrapposizione che caratterizza ormai da tempo la nostra vita politica.

La legge sembrava poter arrivare al traguardo. E invece no. Con un asse tra Udc e quasi tutto il centrodestra, è stata
dichiarata l'incostituzionalità delle norme, seppellendo definitivamente il testo di legge. Se e mai un provvedimento
contro l'omofobia rivedrà la luce, dovrà essere un disegno di legge nuovo e dovrà ricominciare l'iter dall'inizio.
Tempi biblici, dunque.

Non tutta la maggioranza, tuttavia, si è prestata all'affossamento. Nove deputati, cosiddetti "finiani" hanno votato
contro il rinvio della legge in Commissione Giustizia. Tra questi Flavia Perina, Italo Bocchino, Benedetto Della
Vedova, Chiara Moroni. E altri deputati del Pdl si sono astenuti. Tra questi Giulia Buongiorno, presidente della
Commissione Giustiziasi, Elio Vito e Gianfranco Rotondi. Anche l'opposizione, tuttavia, ha dovuto registrare la sua
defezione. Ancora una volta l'on. Paola Binetti ha preso le distanze dal gruppo cui appartiene e votando con la
maggioranza, ha provocato una dura reazione di Franceschini.

La fine di questa legge rappresenta, lo dicevamo all'inizio, una buona notizia, forse addirittura un incoraggiamento,
per coloro che di notte vanno a caccia dei "diversi" in un paese che si va facendo sempre più incattivito, volgare e
feroce. Forse la cultura della tolleranza, del rispetto degli altri, una cultura che qualcuno liquida sprezzantemente
come "buonismo" è già perdente nel nostro paese. Ma sarà sempre più difficile vivere, convivere in un paese che faccia
della "caccia al diverso" uno sport diffuso e vincente.

© la Repubblica (14 ottobre 2009)
Par Checca Comunista
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Lundi 5 octobre 2009 1 05 /10 /Oct /2009 00:57
A seguito dell’omicidio di Lindy Jacoma, riflettori e telecamere si
sono accesi sulle frequentazioni, da parte di uomini omosessuali,
delle aree di sosta autostradali; frequentazioni prevalentemente a
scopo sessuale.

Dopo lo sconcerto per il fatto di sangue e la paura (o la
rassegnazione?) di molti omosessuali, una domanda imbarazzante aleggia
nell’opinione pubblica: perché “insospettabili” padri di famiglia,
studenti, lavoratori, professionisti, persone dabbene, si riducono a
frequentare luoghi squallidi e maleodoranti, talora mettendo persino a
rischio la loro incolumità? Tutto ciò per qualche attimo di sesso?

Per decenni si è pensato di poter rispondere sbrigativamente di sì,
imputando tutto alla perversione e alla devianza. Difatti, finché
l’omosessualità è stata assimilata a perversione e devianza, la
risposta affermativa archiviava il fenomeno dei così detti “balletti
verdi”, che in tal modo appariva basato su una logica stringente: a
una pratica ritenuta riprovevole – il sesso fra maschi – faceva da
sfondo una cornice sordida e clandestina.

Oggi le conoscenze in materia di omosessualità e l’evoluzione del
dibattito pubblico sul tema consentono di rispondere in maniera più
sincera e argomentata alla scomoda domanda. Ora che un omicidio s’è
consumato, è doveroso sollevare anche in Ticino la coltre di omertà
sul fenomeno, possibilmente per rimuoverne le cause ed evitare lo
stigma.

La gran parte delle persone omosessuali che si recano in quei posti lo
fa perché non ha alternative. Sul piano oggettivo, per esempio, perché
da noi non ci sono bar o luoghi associativi in cui si possa vivere
senza essere giudicati – e magari anche vilipesi o malmenati – per la
propria omosessualità. Sul piano soggettivo perché, non osando
dichiararsi, molti omosessuali sono costretti a relegare quest’aspetto
della loro identità vivendolo in luoghi “anonimi”, la cui
frequentazione non sia direttamente riconducibile, per l’appunto, alla
condizione omosessuale. Per essere chiari: entrare in un esercizio
commerciale gay, soprattutto là dove vige la legge de ‘Il paese è
piccolo e la gente mormora’, equivale a incollarsi addosso un’odiosa
etichetta. Piuttosto che appiccicarsela da soli, molti – molti più di
quanto non si pensi, in particolare tra le generazioni non più
giovanissime – preferiscono il buio, il freddo, il pericolo.

Se è successo quello che è successo sul Monte Ceneri; se ogni giorno
succede che omosessuali giovani e non più giovani vengono insultati,
aggrediti, pestati, è perché, nella nostra società c’è ancora molta
intolleranza. E quando si parla d’intolleranza – ma preferirei parlare
di mancanza di rispetto – non bisogna pensare per forza a gesti
criminali. L’intolleranza si propaga in maniera diffusa e strisciante,
per esempio allorché ci si scandalizza per un innocuo bacio gay (del
resto, ne avete visti mai, in Ticino?). Ogni gesto, ogni espressione
che inibisce a un omosessuale di fare in pubblico ciò che comunemente
tutti gli altri fanno, è un gesto che condanna molti omosessuali a una
vita clandestina e sofferta. Il delitto del Monte Ceneri ne ha dato la
riprova.

* * *

“La vita non è facile per nessuno... Neanche la morte… Quello che è impossibile, è giudicare”
(Georges Simenon, ‘Maigret e il barone’)

© LaRegioneTicino
Par Checca Comunista
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